leggenda asiatica

Leggende dal mondo
La fava, la paglia e il carbone
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Il carbone e la fava approvarono contenti, ma non riuscirono a mettersi d'accordo su chi dovesse avere la precedenza.
Ne nacque una gran zuffa e alla fine la fava perse. Il carbone tutto baldanzoso cominciò ad attraversare il ruscello, ma, giunto a metà strada, ebbe paura, non riusciva né ad andare avanti, né ad andare indietro. La paglia cominciò subito a protestare: "Dai, deciditi e sbrigati! Non vedi che sto bruciando?" Ma più lo incoraggiava, più il carbone diventava di sasso, finché la paglia, ormai tutta bruciacchiata, si spezzò e cadde nel ruscello, trascinando con sé anche il tizzone ardente.
La fava, rimasta sola, disse: "Caro il mio bel carbone, ben ti sta, così imparerai a passarmi avanti!" e se la rise a crepapelle, tanto che alla fine scoppiò.

Povera fava, piangeva disperata guardandosi la pancia tutta bucata!

scena 3Ma un sarto passò dilì proprio in quel momento e chiese: "Perché piangi?"

La fava gli raccontò la storia e il sarto, mosso a compassione, tirò fuori l'ago e disse: "Purtroppo oggi non ho con me il filo verde e quindi ti ricucirò la pancia con il filo nero."

Da allora le fave hanno tutte una venatura nera in ricordo di questa triste storia.

-FINE-

Illustrazioni: E. Zanello
Animazioni: E. Zanello
Testo tratto da: Maria Teresa Orsi (a cura di), "Fiabe giapponesi", Torino, 1998, liberamente adattato da L. Poropat .
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