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Leggende dal mondo
Il cammello, il cervo e il cavallo
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Saputa la storia, il cavallo decise di
andare subito anche lui dal cammello.
Appena lo vide disse sospirando: "Nobile
re della steppa, tu che sei dotato di una
magnifica coda, non conosci la sofferenza
di un umile cavallo, che non riesce a conquistare
la sua giumenta preferita!" e detto fatto
il generoso cammello, cedette la sua coda
in cambio di un misero codino con un ciuffo
di peli in cima, che rovinò irrimediabilmente
il suo aspetto. Giorni, mesi ed anni
passarono ma il povero cammello non
rivide più né corna, né
coda. Soltanto un volta quando incontrò
il cervo si sentì dire che
le corna prestate gli sarebbero state rese
soltanto quando le corna ricurve del montone
avrebbero toccato il cielo.
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Il cavallo invece fu più
malevolo: andò a raccontare dappertutto
che a suo tempo il cammello gli aveva rubato
la coda e lui, poveretto, non aveva fatto
altro che riprendersela. Da allora il cammello
ha sempre l'aria triste e melanconica e
quando va ad abbeverarsi non solo gli passa
la sete, ma anche l'appetito. -FINE-
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| Illustrazioni: L.
Poropat |
| Animazioni: L. Poropat,
E. Zanello |
| Testo tratto da: L.
De Cezenove, O. Weulersse, "13 Contes
de l'Empire Mongol", Paris, 1998, elaborato
e adattato da L. Poropat. |
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