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...ebbe pietà di quel pianto senza
speranza e scese guizzando dal cielo. Scivolò
tra le rocce e i crepacci della montagna,
finché si posò stancamente
sull'orlo di un precipizio. Brrr!!! Che
freddo faceva!
...Che pazza era stata a lasciare la quiete
tranquilla del cielo! Il gelo l'avrebbe
certamente uccisa. Ma la montagna corse
ai ripari, grata per quella prova di amicizia
data col cuore. Avvolse la stella con le
sue mani di roccia in una morbida peluria
bianca. Quindi la strinse, legandola a sé
con radici tenaci. E quando l'alba spuntò,
era nata la prima stella alpina...
- FINE -
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| Illustrazioni: L.
Poropat |
| Testo tratto da: Tersilla
Gatto, "Motivi leggendari valdostani",
Aosta, 1979, elaborato e adattato da
L. Poropat |
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